È uno strumento pastorale della Diocesi di Piacenza-Bobbio finalizzato a promuovere e sostenere il complesso di attività legate al servizio liturgico-musicale. L’Istituto ha sede nel pregevole complesso architettonico dell’Oratorio di “San Cristoforo” a Piacenza in via Genocchi, 17, inaugurato nel febbraio del 2003.

presentazione/ la sede/organizzazione/
come arrivare

Espressione dell’Ufficio Liturgico e dell’Ufficio dei Beni Culturali, si propone di svolgere una funzione di coordinamento e sostegno per chi opera nel settore della musica sacra a tutti i livelli.
(Segreteria telefonica sempre attiva: +39 0523.331059)

l'ufficio per la musica sacra

All’interno dell’Istituto l’attività più specificamente formativa in campo liturgico-musicale è demandata alla scuola, che organizza corsi annuali e stages, rivolti agli operatori del settore e a tutti gli interessati.

la scuola/i corsi annuali/gli stages/i docenti/altre attività

Costituisce un pratico strumento per il reperimento di canti e altro materiale musicale ad uso di Scholæ Cantorum, organisti e gruppi di animazione. Inoltre è reperibile materiale documentario relativo al tema della musica nella liturgia. Un settore specifico è destinato agli archivi musicali diocesani.

musica liturgica/musica antica/documenti

Altre iniziative, anche non specificamente legate al settore della musica sacra, sono ospitate all’interno della struttura: corsi d’aggiornamento per insegnanti, manifestazioni concertistiche, mostre, conferenze, eventi teatrali ecc.

eventi/ass. progetto musica/cappella maestro giovanni/varie


link e indirizzi utili

2 Giugno 2010  Lui Vive in Te Spettacolo teatrale liberamemte tratto da Il Re Leone Musical
Regia di Anna Solinas
Locandina

 

Cosa pensa il nuovo Papa BENEDETTO XVI sul ruolo della Musica Sacra:
"[...] è divenuto sempre più percepibile il pauroso impoverimento che si manifesta dove si scaccia la bellezza e ci si assoggetta solo all'utile.
L'esperienza ha mostrato come il ripiegamento sull'unica categoria del "comprensibile a tutti" non ha reso le liturgie davvero più comprensibili, più aperte, ma solo più povere. Liturgia " semplice " non significa misera o a buon mercato: c'è la semplicità che viene dal banale e quella che deriva dalla ricchezza spirituale, culturale, storica". "Anche qui continua - si è messa da parte la grande musica della Chiesa in nome della" partecipazione attiva ": ma questa " partecipazione " non può forse significare anche il percepire con lo spirito, con i sensi? Non c'è proprio nulla di " attivo " nell'ascoltare, nell'intuire, nel commuoversi? Non c'è qui un rimpicciolire l'uomo, un ridurlo alla sola espressione orale, proprio quando sappiamo che ciò che vi è in noi di razionalmente cosciente ed emerge alla superficie è soltanto la punta di un iceberg rispetto a ciò che è la nostra totalità? Chiedersi questo non significa certo opporsi allo sforzo per far cantare tutto il popolo, opporsi alla " musica d'uso ": significa opporsi a un esclusivismo (solo quella musica) che non è giustificato né dal Concilio né dalle necessità pastorali".
  Questo discorso sulla musica sacra - intesa anche come simbolo di presenza della bellezza " gratuita " nella Chiesa - sta particolarmente a cuore a Joseph Ratzinger che vi ha dedicato pagine vibranti: "Una Chiesa che si riduca solo a fare della musica " corrente " cade nell'inetto e diviene essa stessa inetta. La Chiesa ha il dovere di essere anche " città della gloria ", luogo dove sono raccolte e portate all'orecchio di Dio le voci più profonde dell'umanità. La Chiesa non può appagarsi del solo ordinario, del solo usuale: deve ridestare la voce del Cosmo, glorificando il Creatore e svelando al Cosmo stesso la sua magnificenza, rendendolo bello, abitabile, umano".
(tratto dal cap. IX del volume "Rapporto sulla fede. Vittorio Messori a colloquio con Joseph Ratzinger", 1985, edizioni San Paolo;)